Potremmo stare ore a parlare della Lecce Cocktail Week e di tutte le cocktail week presenti sul territorio e fidatevi che potremmo farlo per ore oppure potremmo farvi vivere tramite le nostre parole la vita vera che abbiamo vissuto in questi giorni con Kyma un brand giovane che sta provando ad emergere in mezzo a realtà conosciute e soprattutto con budget immensi.

Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che c'è." (John Locke, Lost)

LA BATTAGLIA DEI PICCOLI

Kyma

Ovviamente il nostro non è un attacco verso nessuno ma è molto facile organizzare eventi quando hai le spalle coperte e budget che ti permettono il supporto di agenzie super qualificate (e non nascondiamoci dietro ad un dito) ma quando il progetto è tutto quello che hai, devi fare i conti con la realtà spesso dura e concreta e ogni singolo gesto deve essere curato e pensato (non ti puoi permettere grossi errori, forse nemmeno una cena di troppo).

Il percorso di un brand emergente nato dal pensiero di un singolo è fatto di novità e sacrifici ma anche della cosiddetta FAME qualcosa che a molti manca e allora ogni dettaglio, ogni mossa, ogni azione è valorizzata al massimo perché tu stai investendo te stesso.

ZERO SFILATE

Non è stata una sfilata di brand ma è stato un viaggio umano.
Abbiamo vissuto giorni a stretto contatto con i bartender, abbiamo condiviso con loro trasferte al mare, birre al tramonto e camminate per le strade di Lecce. Lo abbiamo fatto in modo reale, senza i soliti filtri patinati e questo ci ha regalato risate sulla spiaggia e soprattutto vita vera, non solo mixology.
È stato bello scoprire i ragazzi dietro il bancone: persone che si divertono come chiunque altro, ma che affrontano turni assurdi con una passione gigante. E questo forse ci porta a dire che ci sono persone che vivono ancora le loro passioni e che sanno amare e odiare quello che fanno (non vi diremo cosa ci hanno raccontato, non vi diremo cosa pensano del mondo del bar, per quello potete andare direttamente a trovarli).

ABBIAMO TOCCATO L’UMANITÀ

Siamo stati realmente e fisicamente psicoanalizzati al bancone del Folia da Livio Morena, che con una schiettezza disarmante ha offerto una consulenza psicologica di un’ora e mezza totalmente gratuita (la mia psicologa chiede 70 euro all’ora). Siamo stati curati da Cristian Bugiada che ha gestito un problema di intolleranze con mezcal e una fetta di albicocca, perchè a volte il mezcal può guarire tutto (ovviamente sappiamo che le intolleranze non si curano con l’alcol però a volte aiutano).
Siamo stati coccolati dalla brand ambassador di Hendrick che ci ha fatto un po’ da mamma, che con una calma allucinante ha gestito i picchi di fame e di stanchezza di tutti noi.
Siamo stati protetti da Cesar, che come un papà si è preoccupato che arrivassimo a casa sani e salvi.
E poi siamo stati accolti come solo forse il sud sa fare delle volte da Mattia che ci ha ospitati in quei giorni, facendoci sentire tutti a casa e soprattutto parte di una sola famiglia.. ovviamente fra un viaggio e l’altro tra Aeroporto e Lecce.

Kyma

FOTTUTI GENI

E se volete qualcosa invece sul mondo Bar, vi possiamo dire che siamo rimasti fottutamente colpiti dalla piazza di Lecce e da come la gente sappia ancora divertirsi.
Ovviamente non possiamo non fare un passaggio sul secret party del Quantobasta e di Diego Melorio, perché devi essere un fottuto genio per organizzare un bar in una vera casa, dove i divani di casa diventano sedute per consumer e dove la cucina diventa un banco bar da dove far uscire tutto.
E devi essere un fottutto matto come Mattia per portare sul bancone del Quantobasta, BlindPig, Drink Kong, Panificio SanLorenzo e Freni&Frizioni tutti nello stesso momento e tutti con lo stesso livello di FOLLIA.

Possiamo dire con certezza che in un mercato come quello di oggi, dove spesso per emergere devi avere budget impegnativi, c’è ancora una via laterale. È la via di chi forse non ha le spalle coperte che ha una storia da raccontare, di chi si siede ancora al bancone a ridere, a bere e a fare famiglia.

Kyma

Kyma è partita da un pensiero singolo e si è buttata in mezzo ai giganti con nient'altro che la propria fame.E come direbbe Livio Morena, questo mondo per capirlo dovete viverlo, entrarci dentro e ascoltarlo e farvi ascoltare (Non farci pagare la citazione)


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