
"La forza della squadra è ogni singolo membro. La forza di ogni membro è la squadra." — Phil Jackson, dal libro "Sacred Hoops" (1995)
Sembra assurdo iniziare a parlare di una competition nel mondo della mixology con una frase del genere, perchè siamo onesti le competition sono fatte per metterci uno contro l’altro e saremmo troppo ipocriti a dire il contrario (e forse a volte è anche giusto così) ma durante la West Cup, Giffard sembra aver investito su altri valori.

SONO SOPRAVVISSUTI A 40 GRADI SOTTO IL SOLE
Un team building prima di una gara potrebbe sembrare azzardato, potrebbe sembrare folle voler allentare la tensione tipica di competitor ma forse potrebbe sembrare ancora più bizzarro portare 6 ragazzi su un campo da golf.
Parliamoci chiaro hanno rischiato di perdere qualcuno fra i lanci con il driver (per chi non lo sapesse e noi lo sappiamo solo perchè Marco Russo ci fa una testa come una casa sul golf, è il bastone più potente e più lungo e i 40 gradi all’ombra (si alcuni di loro erano in camicia).
Ma la cosa più bella è stato vedere Pierre Giffard (e fidatevi come direbbe qualcuno che non possiamo citare per ovvi motivi abbiamo visto manager di azienda comportarsi come se fossero gli stessi presidenti di società per la quali alla fine sono solo numeri) entrare in campo giocando, divertendosi e soprattutto spingendo quei 6 ragazzi a provare e riprovare (lui avrebbe anche potuto insegnare ovviamente gioca da quando ha otto anni).

L’ANSIA ARRIVA DOPO IL CAFFÈ
Ricordiamoci che si tratta comunque di una gara, dove ci sono giovani ragazzi e ragazze che hanno investito il proprio tempo e spesso i proprio giorni liberi (e vi consigliamo vivamente di preparare le gare, lasciate l’improvvisazione a chi lo fa di lavoro) e quindi anche qui nonostante il team di TEK BAR e Pierre Giffard abbiamo provato in tutti i modi a metterli a loro agio l’ansia si è sentita, le mani hanno tremato e la voce un po’ si è abbassata (forse le domande in inglese crude e dirette di Matteo Mosetti, Giffard Europe Ambassador, sono state un bello stimolo per non dire altro).
FORSE IMPORTANO LE EMOZIONI

Non staremo qui a dirvi che tipo di drink sono stati fatti, che tipo di tecniche sono state adoperate, perché se avete imparato a conoscerci avrete anche imparato che amiamo andare dentro le persone e dentro le emozioni.
Quindi ci portiamo a casa delle parole chiave su un tema complesso, "Sip The Moments - Craft Your Journey From Sunrise to Moonlight", ci portiamo a casa diversità, famiglia, connessioni, cambiamento, forza e monotonia e lasciamo a voi la voglia di contestualizzare in un drink.
"Un'idea è come un virus. Resiliente. Altamente contagiosa. E la scintilla di un'idea può far crescere un mondo."Dal film "Inception" di Christopher Nolan (2010)
E ognuno di loro ha portato il proprio ricordo per costruirne un drink, come questa experience (parola che ultimamente usiamo spesso) dove un brand ha creato un momento di vita reale, dove un brand ha messo le persone al centro di tutto (e non capita spesso in questi eventi).
MAT PANGILINAN
Sì il nome del vincitore è complicato, lo sappiamo e lui è il primo a dire chiamatemi semplicemente Mat. Ma questo atteggiamento umile e semplice, quel semplice che sa di genuino, di spontaneo e pulito, è una delle caratteristiche che più ci hanno colpito. Uno che fa due lavori nella vita, che parla correttamente inglese ( e in un paese dove abbiamo ancora parecchi problemi con i congiuntivi questa cosa ci entusiasma) e che sorride. Dovremmo ricordarci un po’ tutti di sorridere perché il mondo dell’hospitality è anche quello o forse è proprio quello.
“Trovo che nella Giffard West Cup conti molto quello che una persona riesce a esprimere di sé. Matt mi è piaciuto molto perché ci ha mostrato come riesca a portare avanti due lavori, cosa tutt’altro che scontata. Spero che continui a trasmettere questa bella energia e voglia di dare il massimo.”
La frase è di Konstantyn Wulf, sembra quasi che se non hai un nome difficile, alla West Cup non puoi partecipare. Parliamo di uno che non ha vinto solo la finale italiana, ma che si è aggiudicato pure quella Global insieme ad altri 19 competitor da tutto il mondo. Uno che a 19 anni ha mollato tutto per volare a Bangkok e che ora ha scelto di vivere in campagna forse una di quelle personalità impossibili da inquadrare, ma che da oggi supporterà Mat per preparare la finale ad Angers.
Non abbiamo vissuto insieme a Giffard una gara fatta di drink ( quelli ci sono stati ovviamente ed erano anche buoni) ma abbiamo vissuto momenti, conosciuto persone che lavorano tutti i giorni per i propri sogni e visto ragazzi sentirsi per una giornata al centro di un mondo. Nessuno è salito in cattedra, nessuno ha ostentato potere e ricchezze e nessuno ha annoiato nessuno durante le cene con discorsi che a volte sono solo utili per aumentare il proprio ego.


