Ci sono posti che non hanno bisogno di urlare, posti che ti accolgono e ti fanno sentire a casa; quei posti che sanno del profumo della nonna, della casa di campagna, di quella genuinità che forse spesso ci dimentichiamo ma che, quando rincontriamo in un profumo o in un sorriso, ci riporta velocemente a casa. Ci riporta a quella sensazione di benessere che non ha bisogno di ostentare o urlare perché c’è. Perché, come scriveva Pavese:

DUE SORELLE
“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

2 SORELLE BIRRA AGRICOLA

Il progetto nasce nel 2011 e ci piace raccontarne l'anima al femminile, non perché un progetto guidato da donne abbia più rilevanza di uno al maschile, ma perché non amiamo essere ipocriti e riconosciamo che, spesso, questi percorsi richiedono una determinazione ancora maggiore. Nasce dalle sorelle Federica ed Elisa Toso, che portano avanti una storia di famiglia fatta di lavoro e cura in una vecchia cascina dell’Ottocento. Non immaginatevi muri cadenti o fantasmi: tutto è curato alla perfezione in una struttura ristrutturata mantenendo intatto il legame storico con la terra. Dalle finestre immerse nelle Langhe, il paesaggio è mozzafiato e, soprattutto, senza confini.

IL CUORE DEL PROGETTO

DUE SORELLE

Quello che ci piace di questo progetto è il cuore. A differenza dei birrifici artigianali standard, questo è un birrificio agricolo: la maggior parte delle materie prime, in particolare l'orzo, viene coltivata direttamente nei terreni di proprietà dell'azienda. Il controllo totale, dalla semina alla cura della bottiglia, garantisce tracciabilità e un legame indissolubile con il terroir delle Langhe.

"Il nostro orzo è nato qui, su questi 4 ettari e mezzo... erano 5, prima di mettere il luppoleto. L'orzo su 5 anni può essere coltivato 2 anni, poi ci vuole un anno in cui bisogna far ruotare una coltivazione che dia respiro e ripristini il terreno, come il girasole o il favino. Quando la nostra richiesta è cresciuta, abbiamo deciso di dedicare questi campi al luppoleto e abbiamo acquisito nuovi campi a 35 minuti da qui, sulla pianura dell'Alessandrino: 20 ettari, di cui 10 a orzo e 10 a rotazione. In questo modo abbiamo sempre la nostra materia prima garantita".

IL CENTRO DELLA TERRA

Ci troviamo spesso davanti a progetti che parlano di sostenibilità ma che poi sono solo slogan studiati a tavolino, senza basi reali. In questo birrificio il legame con la propria terra d'origine, per renderla parte integrante del progetto e non solo parte sfruttata è ovunque: da un impianto fotovoltaico da 20 KWP sul tetto, a una caldaia a biomasse alimentata da cippato di legna vergine proveniente dai boschi della zona. Tutto è ben studiato, tutto calcolato, eppure tutto sembra così naturale. Lo sai bene che stai parlando con figure che hanno l’imprenditoria nel sangue, ma ti ritrovi comunque a vivere un momento di vita sana, con in mano birre che hanno qualcosa di autentico (e vi consigliamo di provarle, perché sono concrete).

"Come noi siamo ciò che mangiamo, le piante sono la stessa cosa: il nostro luppolo assorbe il terreno e ci rappresenta realmente".

CI SIAMO DIMENTICATI GIACCA E CRAVATTA

Non staremo qui a raccontarvi i gusti delle birre o il perché di certe etichette, perché quello è un passaggio che spetta a voi. Quello che abbiamo voluto fare è raccontare una sfida fatta da persone che credono fermamente in ciò che fanno (vi basterà passare un paio d’ore da loro per capire che hanno una voglia pazzesca di fare). Non aspettatevi una miriade di collaboratori o persone in giacca e cravatta: troverete quattro persone che vivono per il loro sogno (e un cane, per gli amanti degli animali). Ovviamente, nel "tempo perso" (siamo ironici), hanno studiato anche un whisky.

"Il whisky eleva alla massima potenza la qualità di un orzo: ci porta proprio lì".



SOCIALS

Instagram