Roma si prepara a scoprire se il debutto di Cocktails In The City, dal 15 al 17 maggio 2026, sarà l’evento capace di resettare gli standard della Capitale o se rimarrà solo una bellissima parentesi nel verde. Dopo i sold-out di Londra, il festival sbarca all’Orto Botanico, scegliendo Roma come palcoscenico d'eccezione. Ma non facciamoci incantare dal verde: la nostra non è una celebrazione, è un test per capire se un format internazionale regge l'impatto con una città difficile come la Capitale.
L’idea di fondo è ambiziosa: trasformare un giardino come l’Orto Botanico in una mappa liquida della mixology contemporanea. La domanda che dobbiamo porci è: abbiamo finalmente il coraggio di uscire dall'era dei festival "copia-incolla" per entrare in una fase di reale contaminazione?

Il confronto
Vedere realtà come l’Aleph Hotel by Hilton dialogare con l’energia del Rem & Led Dragon o la ricerca di Depero (Rieti) e Zest (Vicenza) è il segno di un settore vivo, che non ha paura di mescolare l'eleganza dei grandi hotel con l'avanguardia della provincia e dei locali storici come Banana Republic o Blind Pig.
Oltre il bicchiere
Il programma non si accontenta di somministrare drink, ma punta sulla formazione. Dai workshop tecnici sull'Ice Carving fino all'azzardo affascinante dello Yoga mattutino. È forse questo il futuro? Un festival che si prende cura del visitatore a 360°, tra sostenibilità, arte e benessere?
L'esperienza sensoriale

Da una parte il dj set di Nelson e Funk Pope , dall’altra parte la presenza della Silent Disco powered by Red Bull ci obbliga a interrogarci su un nuovo modo di privilegiare la socializzazione: possiamo trovare la nostra dimensione intima e "silenziosa" pur restando nel cuore pulsante di un grande evento urbano?In questo 2026, il settore della nightlife non è più "andare a ballare", ma ricerca di qualità. Siamo nel pieno dell'ascesa del soft clubbing: una rivoluzione che parte dalla Generazione Z e che scardina l'obbligo del buio e dell'eccesso. Riportare l'estasi del ritmo alla luce del sole, nel pieno del pomeriggio, significa privilegiare la socializzazione reale e la qualità dell'esperienza rispetto alla quantità. Qui la sfida è trovare la propria vibrazione elettrica e intima mentre il mondo intorno è ancora sveglio e luminoso, in spazi meno rumorosi dove il beverage premium sostituisce lo sballo standardizzato. È possibile ballare in modo consapevole e "green" in un giardino botanico?
Cinque food truck dalle polpette di Pret a Polpett alla pinsa di Foodisfaction cercheranno di dare un senso gastronomico al weekend. In un festival che celebra il gusto, il caffè riprenderà il posto d'onore che gli spetta: non sarà un accessorio, ma una questione di sostanza, di tecnica e di piacere profondo e lo farà tramite Casa Manfredi e Lavazza, ricordandoci che anche o forse soprattutto il caffè è una questione di sostanza.

L’appuntamento è un’incognita affascinante. Il progetto è sfidante e chi ci lavora sembra voler sfidare le regole del gioco. Vedremo se Roma e il suo pubblico sapranno rispondere con la stessa determinazione o se tutto svanirà al primo sorso.


