E ovviamente la stagione delle Competition non è ancora finita, anzi potremmo dire che è appena iniziata e noi in alcune siamo in pole position, in altre facciamo da spettatori e in altre giochiamo ruoli importanti.

Il 13 Settembre abbiamo avuto il compito o il piacere di essere in giuria alla ETSU GIN, sì proprio noi che in questi mesi abbiamo dimostrato di non mandarle a dire.

ETSU GIN

Ci siamo trovati seduti a fianco di un personaggio che è diventato un amico di Spaghetty, Federico Leone che, oltre ad essere in giuria e Brand Ambassador di Etsu gin, ama profondamente scrivere. Insieme a lui Gregory Camilo, uno dei punti fermi del gruppo Jerry Thomas, e poi Bogdan Tanasoiu, fondatore del gruppo.

I più cattivi si chiederanno perché eravamo lì noi... ma andiamo avanti.

L’evento è stato ospitato dal Bar della Musa a Palazzo Talia a Roma (e per chi non ci fosse ancora andato, vi consigliamo di farlo: è qualcosa che ti lascia senza fiato, e anche senza portafoglio immaginiamo), un evento che ha preceduto l’apertura del Roma Bar Show con l’Official Opening Party targato Etsu e D&C.

Ma torniamo alla Competition: 8 bartender, paesi diversi, culture diverse e quella paura di trovarsi davanti a qualcuno che in pochi minuti giudica un progetto che magari hai studiato per mesi. Ma forse è proprio questo il bello di una competition: mettersi alla prova, andare oltre i propri limiti.

Perché al di là del punteggio, della vittoria, una competition ti mette davanti a un concetto molto chiaro: la cultura del sacrificio. Qualcosa che in Occidente spesso tendiamo a romanticizzare, ma che in Giappone è la base di qualsiasi disciplina.

ETSU

Shokunin, "artigiano", in Giappone assume una sfumatura etica e spirituale molto più profonda. Lo Shokunin non è solo l’artigiano, ma è colui che assume un vero e proprio obbligo sociale e morale nei confronti del proprio mestiere.

E questo concetto noi lo abbiamo ritrovato nella bottiglia di Etsu, il cui nome significa "piacere", un piacere che non è mai casuale ma il risultato di un equilibrio maniacale tra rigore e armonia. Dal profilo agrumato ed essenziale dell’Original fino alla sfida estrema dell’Etsu Pacific Ocean Water, dove l'uso dell'acqua oceanica impone una precisione millimetrica nella distillazione per bilanciare sapidità e mineralità, ogni goccia racconta l'ossessione giapponese per il dettaglio e il rispetto della materia prima.

Questo è stato il nostro viaggio con questi ragazzi, a volte più sicuri, a volte spaventati. Questo è il viaggio che ha portato il vincitore a un’esperienza che avremmo voluto fare anche noi: un viaggio in Giappone.

E ci piace chiudere questo pezzo con una frase che racchiude tutto questo:

七転び八起き (Nanakorobi Yaoki) — "Cadi sette volte, rialzati otto".

E ora chiudiamo tornando all’Opening Party, che è stato un voler essere presenti in uno dei momenti più significativi di RomaBarShow con un prodotto Etsu Gin che sta crescendo sempre di più nel mondo del bar.

Per chi era presente, ed erano in tanti, in un location pazzesca (ma questo ve lo abbiamo già detto) con un evento rivolto ai bartender, alla bar industry e alla stampa che in una serata sola ci ha fatto fare un viaggio in Giappone.




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