Il Cesare non è un museo della mixology, anche se è lì dal 1934. È un bar di quartiere che ha smesso di romperti le palle con le regole. A Modena ci siamo stufati dei posti dove entri e ti senti sotto esame: “Siediti qui”, “Non bere in piedi”, “Il vetro non si tocca”. Al Cesare entri e fai quello che ti pare: vuoi stare al banco? Ci stai. Vuoi stare in piedi? Accomodati. La nostra forza non è il design, è l’aria che respiri.

INSTAGRAM NON SI BEVE

Il marketing, le gag, i video dove faccio magia? È tutto contorno per divertirci. La verità è che quando i riflettori si spengono, se non sei capace di creare una connessione umana, sei solo uno che agita uno shaker.
Vi racconto la verità: una cliente tornava sempre pur ammettendo che l’Americano fatto da noi la prima volta le faceva schifo. È tornata perché “voi siete simpatici e qui sto bene”. Questa è la vera sostanza: la gente torna per noi, non per un drink “figo” che può trovare ovunque. L’ego del bartender ha distrutto i bar; noi lo abbiamo lasciato fuori dalla porta.

Mattia Cavallo

INNOVAZIONE? NO, NOIA

Non c’è un piano geniale dietro quello che facciamo. Ho iniziato a fare magia perché mi ero annoiato del flair dopo due anni. Volevo qualcosa che fosse mio, che mi facesse sorridere di nuovo.
Tutto quello che vedete a livello di comunicazione lo faccio perché serve a me, come stimolo personale, non perché il locale ne abbia “bisogno” per fatturare. Se poi quella roba funziona anche per il mercato, bene, ma il punto di partenza è sempre la mia voglia di non sbadigliare dietro il bancone.

LA SQUAD E LA REALTÀ

Essere nella Red Bull Squad ti dà le spalle grosse. Quando un brand così iconico crede in te, ogni cosa che fai vale per dieci. Ti permette di rischiare, di avere un’immagine pazzesca anche mentre porti due drink in un evento caotico a Rimini. È benzina per le idee folli, perché sai di non essere da solo a spingere

REGISTI DEL NULLA: SIAMO BARISTI

Oggi va di moda sentirsi “registi dell’intrattenimento”. Noi abbiamo il menù dove parliamo di sesso, sì, ma lo facciamo per ridere insieme a voi.
Se domani il mercato tornasse a chiedere solo i classici, noi siamo già pronti, perché non abbiamo mai smesso di essere un bar. Ieri sera due ragazzi leggevano il nostro menù ricercato e poi, quasi vergognandosi, hanno chiesto due Spritz. Sapete cosa gli ho detto? “Nessun problema, ve lo lascio comunque da leggere se vi diverte”. Se devi scusarti per cosa bevi, il problema è del barista, non tuo. Il drink lo beve il cliente, mica io. Al Cesare non ci sono obbligazioni: vuoi lo Spritz? Te lo faccio e ti assicuro che passerai una bella serata.