Tutti amano parlare di successi e luci della ribalta. Ma la realtà dell’impresa in Italia è fatta di assegni staccati con il sangue e lezioni imparate sul campo. Ho smesso di inseguire l’ego del bartender per diventare un imprenditore che guarda ai numeri, alla sostanza e alla partnership con i grandi player del settore.

Il fallimento che mi è costato di più: L’Alchimista
La mia prima vera lezione si chiama L’Alchimista. Il mio primo locale, dove pensavo che tutto dovesse ruotare intorno al mio gusto personale: niente birra, niente caffè, solo la mia drink list. Volevo obbligare i clienti a seguire me, senza dare loro libertà.La lezione? Puoi influenzare il gusto, ma non puoi ignorare il mercato. L’Alchimista ha chiuso, e dalle sue ceneri è nato l'imprenditore che sono oggi: uno che professa il suo pensiero, ma con i piedi piantati a terra.

Oltre l'Ego: La concretezza del bancone
Oggi il bar è spesso una lobby di visibilità fine a se stessa. Io ho scelto un'altra strada.
- La mia competizione? Riempire il locale ogni sera.
- Il mio marketing? La qualità costante in ogni singolo bicchiere.Mentre molti inseguono il sogno di viaggiare come "guest", io resto a controllare il food cost e la pulizia delle fughe dei pavimenti. Si può essere imprenditori solo se si ha ancora voglia di sporcarsi le mani.
La Provincia: Il motore del business con Red Bull
Il mio progetto 2100 MMC è diventato virale perché parla una lingua vera. Ed è qui che entra in gioco la visione strategica con i miei partner. In provincia non si fa "il compitino", si fanno i volumi.Lavorare con un colosso come Red Bull per me significa questo: portare l'energia di un brand globale in una realtà dove la gente beve ogni giorno. La provincia è il terreno dove i grandi marchi diventano consumo quotidiano e massiccio. È una sinergia potente: noi mettiamo il campo e la conoscenza del territorio, loro mettono la forza di un brand che non ha bisogno di presentazioni. Insieme, dimostriamo che il vero business si fa dove c'è sostanza, non solo vetrina.

La stoffa e la sfida Italiana
Vendo corsi e consapevolezza, ma sono onesto: solo il 10% ha davvero la stoffa. Molti pagano per un titolo, pochi restano quando c'è da gestire tasse, affitti e burocrazia.
Gestire un'azienda complessa in Italia è una sfida estrema. Alle tre di notte, tra una pratica e l'altra, mi chiedo mai se rimpiango i tempi in cui pulivo solo bicchieri? Mai. Sono felice perché lavoro per il mio brand e per i partner che credono nella mia concretezza. La mia visibilità non è un regalo, è guadagnata sul campo, dimostrando che anche lontano dalle grandi metropoli si può dettare legge nel mercato.


