C’è un momento preciso in cui un luogo smette di essere semplicemente un indirizzo per bere bene e inizia a produrre cultura. Per Ultramarino, il wine bar di Porta Venezia che ha portato il Mediterraneo tra i palazzi di Milano, quel momento coincide con “Natura Sperimentale”.
Presentato a fine novembre e ormai entrato nei radar degli appassionati, il progetto segna un cambio di passo nel modo di intendere le collab cittadine: non più semplice branding, ma vera e propria ricerca condivisa.
L’ELOGIO DELLA “PROVA DI VASCA”.
Al centro di tutto c’è un concetto tecnico che qui diventa filosofico: la “prova di vasca“. Nel gergo enologico indica l’assaggio del vino durante la sua evoluzione, prima che venga finito e imbottigliato per il grande pubblico. Ultramarino ha scelto di eleggere questo momento imperfetto e vitale a propria bandiera. L’idea non è presentare un prodotto “pettinato“, ma catturare l’energia della materia mentre è in trasformazione. Una dichiarazione d’amore verso ciò che è vivo e mutevole, in netto contrasto con l’omologazione che spesso appiattisce il mondo del beverage.
IL DIALOGO TRA FRANCIA E MILANO.
Per il Volume 01 di questa saga, la connessione è scattata sull’asse Italia-Francia. Il partner enologico è Champagne Cohésion, una realtà “di garage” (nel senso più nobile del termine) che lavora a fianco di piccoli vigneron indipendenti.
La cuvée che ne è nata è un manifesto di purezza: 100% Meunier, zero dosaggio, una fusione di tre annate che alternano la rigidità dell’acciaio alla morbidezza del legno. Un vino dal profilo elettrico, che richiede attenzione e non si concede facilmente.
QUANDO IL DESIGN VESTE LA SOSTANZA.
Ma un progetto contemporaneo non può ignorare la forma. Qui entra in gioco la visione di Massimo Giorgetti. Il Direttore Creativo di MSGM ha tradotto il contenuto della bottiglia in segno grafico.
L’etichetta di questa edizione limitata (sola 200 esemplari) rifugge il decorativismo classico delle bollicine per abbracciare un’estetica radicale. Linee essenziali, tensione tra spazio e materia: Giorgetti ha vestito il vino con la stessa libertà con cui Ultramarino lo seleziona.
PERCHÈ È UN PROGETTO DA SEGUIRE.
In un dicembre milanese spesso saturo di proposte effimere, “Natura Sperimentale” si distingue perché unisce puntini che solitamente restano separati: la sapienza contadina del vigneron, la curatela di un oste moderno e il linguaggio visivo della moda.
Non è (solo) vino e non è (solo) design. È un oggetto culturale che racconta come la città stia imparando a mescolare i codici, creando nuove forme di convivialità che sono, prima di tutto, esperienze estetiche. Le bottiglie, numerate come litografie, rimangono a testimoniare questo incontro in Via Lambro, ricordandoci che la vera esclusività, oggi, sta nella visione.





