A fine gennaio, a Via Ostiense 178D, proprio dove il quartiere si mescola al cemento dell’università e al rumore della ferrovia, si accende una luce nuova. Si chiama NUCLEO.
Non aspettatevi i velluti o il silenzio cerimonioso dei salotti. NUCLEO è un’ex carrozzeria di 100 metri quadri dove, al posto dei motori, batterà il cuore di quattro amici che questo mestiere lo hanno tatuato addosso: Fofi, Morena, Diaferia e Gentili. Non è un super-gruppo costruito a tavolino, ma il ritorno alle origini per chi ha girato il mondo da New York a Londra e ha sentito il bisogno di tornare a sentire il freddo del bancone sotto le dita e il rumore della gente che si incontra davvero.
IL COCKTAIL BAR È CARNE, OSSA E PERSONE.
“Il bar esiste facendo le cose, non pontificando dall’alto,” ci racconta Livio Morena. “Sentivamo la necessità di tornare a sporcarci le mani. Il bar si fa con le persone e per le persone. Non deve essere un posto che parla a se stesso.”
Qui si starà in piedi, ci si guarderà in faccia, ci si mescolerà. Non è una crociata contro nessuno, ma un invito a riscoprire che un locale è prima di tutto un’impronta, un’identità sincera. Quello che aprirà a Ostiense è un luogo pensato per far sentire bene le persone, dove l’atmosfera conta quanto quello che finisce nel bicchiere.
ALTA SCUOLA, SPIRITO DI STRADA NELLA MISCELAZIONE.
Portare l’esperienza di anni davanti all’università, con drink che viaggiano tra gli 8 e i 12 euro, è un modo per riportare i piedi per terra. In una città che spesso divide il mondo in “alto” e “basso”, NUCLEO sceglie di stare dove la vita scorre, senza barriere.
“Il vero contenuto è il capitale umano che accoglieremo ogni giorno,” dice Livio. “Il bar è quella parentesi spazio-temporale dove le differenze si annullano. Speriamo che le persone percepiscano qualcosa di genuino, sanguigno, magari imperfetto ma sicuramente vero.” Non c’è rigore tecnico che tenga se manca l’anima. E tra queste mura industriali, l’anima è la prima cosa che è stata messa in cantiere.
NESSUNA STRATEGIA, SOLO VITA.
Mettere insieme quattro percorsi così diversi sotto lo stesso tetto è un atto di follia lucida. Non c’è una vendetta da consumare, né un nemico da combattere. C’è solo la voglia di fare quello che amano, raccontando se stessi senza filtri.
“Nessuna rivincita,” chiude Livio. “Nucleo non è la reazione a ciò che non ci piace degli altri. È semplicemente la nostra azione, un omaggio a quello che piace a noi.”
A fine gennaio la serranda sale. L’attesa è finita: seguite i canali social per la data esatta dell’apertura.



