Il padiglione di Beer & Food Attraction non è stato una fiera, è stato un quartiere dove Red Bull ha calato un tris d’assi che demolisce l’idea romantica del bartending per restituire dignità a una professione fatta di numeri, sudore e visione. Sotto la regia di Emanuele Bruni anima di The Prince Factory e Flair Project, uno che il bancone lo ha smontato e rimontato pezzo per pezzo la competizione è diventata un approccio irriverente al mondo del bar: divertente, leggera, ma sempre con un focus ben definito e chiaro la mixology
Venti ragazzi. Un banco. Un solo obiettivo: dimostrare di non essere semplici esecutori, ma professionisti del futuro.
FORMAZIONE: LA CATTEDRA CONTRO IL “REEL”
Oggi la società corre veloce, troppo. Si pensa di imparare un mestiere guardando un video di 30 secondi, cercando la scorciatoia estetica. Red Bull ha deciso di fare l’opposto: ha portato la cattedra in fiera.
All’interno del padiglione, trainer formati e navigati sono stati messi a disposizione della Bar Industry per stimolare la crescita delle nuove leve. Non si insegna a fare un drink “bello”, si insegna a stare al mondo in un mercato che non ti aspetta. È un ritorno alle basi: se non hai la tecnica, se non hai studiato, il bancone ti divora. Red Bull investe sulla sostanza perché sa che il talento senza metodo è solo rumore.
BUSINESS: LA SINERGIA TOTALE
Il cerchio si chiude dove marketing e vendite si fondono. L’obiettivo territoriale di Red Bull è creare un network dove il distributore, il brand e il bartender parlano la stessa lingua.
La formazione è a 360°, interna per la forza vendita e quella esterna per i grossisti con lo scopo di creare una macchina potente che sappia intercettare il cliente ovunque. La socialità sta tornando alla semplicità, al drink veloce, alla chiacchiera al bancone. Chi non capisce che il bar è il posto dove si crea network, è fuori dai giochi.
COMPETIZIONE: IL TRIBUNALE DEL REALISMO
I giudici non hanno cercato il “cocktail perfetto”, hanno cercato il professionista completo. Due profili, una sola direzione: Concretezza.
L’Identikit: LUCA DOMINICI (Il Moschettiere della Logica)
Per lui, il concetto “ti mette le ali” non è uno slogan, è una formula. Il messaggio che passa dalle sue parole è fatto di sostanza e concretezza, basta egocentrismo. Il drink deve tornare al centro del dialogo, deve essere veloce, elegante, efficace. La sua è una filosofia della logica applicata: storytelling fuori dagli schemi, meno “io” e più mercato reale. Se non sai dove ti trovi, non sai cosa stai servendo.
L’Identikit: ELIA MICHELACCI (3D, Sudore e Business)
27 anni, da Cervia. Gestisce due locali (tra cui uno speakeasy) e non accetta scuse.
Se ti serve un attrezzo e non c’è, te lo stampi in 3D. Elia incarna il bartender-imprenditore: ottimizzare i costi, rivendere il prodotto, fare profitto. Il bar è business puro.
Ha vinto la competition solo dopo aver capito che prenderla “sottogamba” è il primo passo verso il fallimento. Oggi, da giudice, cerca il piglio emozionale: quell’impegno visibile che distingue chi sta lavorando da chi sta solo recitando una parte.
L’Identikit: TERRY MONROE
È fondamentale valorizzare chi parla del prodotto, trasformando le conversazioni in un asset e non in un elemento distruttivo. Attualmente, ciò che manca è la capacità di vendere e di essere proattivi. La formazione deve superare la presunzione iniziale: come leggere, interpretare ed eseguire una ricetta, con l’umiltà di chi sa che la conoscenza superficiale non dura. Dobbiamo abbandonare la comunicazione massiva che perpetua gli stessi errori; puntiamo invece a chiudere il cerchio dell’esperienza con un impegno autentico.
L’esempio di Red Bull è illuminante: non hanno inseguito una moda, ma hanno creato uno stile di vita e un’identità precisa, aprendo una breccia nel mercato. Si tratta di distinguersi, di inaugurare qualcosa che per sua natura non può essere semplicemente emulato, ma che rappresenta un valore unico.
“L’eleganza è farsi ricordare. Red Bull è questo: anticipare i tempi restando dentro i tempi.”



