Il mondo del bar oggi non è più solo miscelazione; è visione, gestione e, soprattutto, imprenditoria. Abbiamo incontrato la Red Bull Squad, un gruppo di professionisti che ha smesso di guardare al bancone come a un semplice punto di servizio per trasformarlo in un centro di business e innovazione.

JERRY: L’IMPRENDITORE CHE NON HA MAI SMESSO DI STUDIARE


Gerardo Marcogiuseppe è l’esempio lampante di questa evoluzione. Partito da Abriola (Potenza) e oggi attivo in Romagna ha trasformato la sua passione in una struttura aziendale complessa che si occupa di formazione, locali, catering e consulenza a 360 gradi.
“Dietro il bartender c’è l’imprenditore. Essere un personaggio 14 ore al giorno è parte della strategia, ma la base è lo studio e la logia del professionista.”
La formazione è l’equipaggiamento per “andare in guerra”: non ci si improvvisa. Il suo obiettivo? Aiutare a far emergere i talenti che non vivono nei grandi centri, dando loro la consapevolezza e l’ambizione necessarie per ottenere risultati reali.

MATTIA E DANIELE: VISIONARI TRA MARKETING E CREDIBILITÀ

Mattia Cavallo ha preso il “Cesare” di Modena, un locale storico del 1934, e lo ha rivoluzionato con un approccio marketing aggressivo e fuori dagli schemi. Tra magie dietro il bancone e menu curati con esperti (come il suo sessuologo), Mattia non vende solo drink, vende un’esperienza interattiva.
Daniele Ficcadenti, invece, costruisce la sua credibilità mattone dopo mattone. Con la sua Flair Room, ha creato un modello di comunicazione che trasforma la pratica tecnica in un personal brand solido, capace di attirare corsisti e di farsi strada nel bacino d’utenza nazionale grazie alla Squad.

ECCELLENZA E AMBZIONE: SILVIA

Silvia Gazocchi rappresenta la qualità che non scende a compromessi. In un settore complesso, ha dimostrato che il sacrificio e la preparazione sono l’unica via per dare spazio alle donne dietro i banconi più importanti di Milano.

MATTEO: LA CULTURA DEL “BERE MEGLIO”

Matteo Cassan, veterano con cinque anni di esperienza nel mondo Red Bull, vede l’imprenditoria del bar come una responsabilità culturale. In un mondo che corre a 300 all’ora, Matteo crede fondamentalmente nella formazione e nella capacità di ispirare gli altri rendendoli più consapevoli.

IL FINALE: METTERE LE ALI (DAVVERO)

Tutta questa ambizione, questo scontro costruttivo tra “persone pensanti” e questa corsa a 300 all’ora, ha un comune denominatore: Red Bull.
Per la Squad, il brand non è un logo, è il veicolo brutale che ti strappa dall’anonimato. Jerry lo dice chiaro: “Da bambino era un traguardo, oggi è solo la linea di partenza”. Red Bull è la consapevolezza scomoda che non ti regala nulla, ma ti dà i mezzi per prenderti tutto.
Farne parte significa stare in un gruppo dove o voli o sei statico, e se sei statico sei fuori. È l’energia che trasforma un bartender in un imprenditore e l’ambizione in una realtà solida. Questi ragazzi non servono drink: grazie a Red Bull, stanno prendendo a schiaffi un settore rimasto fermo per troppo tempo.

misurino