
Non capita spesso di entrare in un luogo e non avere quella sensazione di disagio tipica delle persone con intolleranze, perchè purtroppo entrare in un ristorante sapendo di non poter mangiare l’80% di quello che ti presentano ti fa sentire in difetto, come se la colpa fosse tua. Come quando entravi in un bar e chiedevi un analcolico, l’ironia della sorte è che oggi tutti vogliono bere low abv.
QUELLA SENSAZIONE DI CASA

Nino Con Cucina è quel posto che ti fa sentire profumo di casa ma che allo stesso tempo ti fa fare un viaggio che parte da Londra e arriva nei Paesi Baschi, perchè i muri, le sedie, tutto li dentro parla di stile e movimento, quello stile che non serve urlare, quello stile che è naturale (come solo i nostri cari amici inglesi sanno fare, indossano un barbour e il gioco è fatto) e allo stesso modo quella dinamicità e freschezza dei Paesi Baschi. Ma da Nino lo stile si incastra perfettamente con l’ospitalità, fatta da un team che sorride e saluta, quel team che ti accoglie non appena varchi la porta e lo ripeteremo spesso buona parte dei vostri incassi sono fatti dalla vostra capacità di far sentire le persone accolte.
ALLA FINE SI TORNA ALLE PROPRIE PASSIONI
"Volevo un lavoro che mi piacesse, sì. Ma volevo soprattutto una vita che mi somigliasse." — La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana)
Spesso le chiamiamo coincidenze, spesso casualità ma è dalla capacità di ognuno di noi di non scappare davanti a quelle che la vita ci offre che nascono le migliori opportunità, spesso nascono proprio dove non le aspettiamo. Come quando entriamo in un posto solo per passarci qualche mese e finiamo per dedicare a quello stesso posso anni della nostra vita.
Sono entrato nel Team perché volevo semplicemente dopo anni in alcune cucine volevo fare un’esperienza diversa, volevo imparare il mondo del vino, poi io da Osteria Alla Concorrenza ci dovevo rimanere solo 4 mesi e poi sono diventati 4 anni. Marco Marini
QUATTRO MOSTRI DELL’HOSPITALITY

Quattro personalità forti e distinte, quattro mostri dell’ospitalità (e ci piace chiamarli così perché rende chiaro un concetto a molti sconosciuto), uniti da un’amicizia e da visioni così differenti da lasciare il segno in ogni locale perché ogni locale sembra parlare di loro.
Da una parte abbiamo Diego Rossi, Trippa e già il nome basterebbe a raccontare questa figura così ferma e così provocatoria.
Enricomaria, Osteria Alla Concorrenza, l’oste quello che ha la capacità intrinseca di gestire il caos con naturalezza, facendoti sentire a casa
Marco Marini, Nino Con Cucina, lui libero ma profondamente artigianale.
Josef Khattabi è la mente imprenditoriale visionaria che si muove dietro le quinte di Osteria Alla Concorrenza, Kanpai e Frangente.
LA CUCINA VERA

La cucina ha vista, ha sempre quel qualcosa di affascinante, come se da quella prospettiva tu possa realmente scoprire cosa succede realmente in quell’ambiente così magico (si abbiamo avuto c**o o forse siamo stati solo raccomandati e abbiamo cenato al banco) e come dei bambini davanti ad un gioco tanto sognato abbiamo vissuto la vera esperienza.
Abbiamo parlato con gli aiuto chef, abbiamo parlato con Marco e abbiamo assaggiato e abbiamo vissuto.
“Nessun vincolo per il cliente: Nino non impone nulla a chi entra. Ancora oggi la filosofia della squadra è aperta: "Se vuoi entrare anche solo per bere un singolo calice di vino, lo puoi fare". Poi, nei fatti, non lo fa nessuno perché tutti si fermano a mangiare, ma l'importante è che esista quella totale libertà per il cliente”
CORAGGIO O FOLLIA
Potremmo definirla follia, potremmo chiamarlo coraggio o forse è solo passione unita ad un pizzico di sana incoscienza, perché aprire un locale in una città come Milano attualmente (dove se non hai un fondo di investimento non sei nessuno e non siamo contrari ma solo onesti) in un periodo storico dove tutto sembra remare contro normative del comune, nuovi trend, crisi economica e crisi di identità o forse consapevolezza di se.
“Il cambio di abitudini e priorità: Sul fronte del personale, l'Italia non è diversa dagli altri Paesi. Stanno cambiando radicalmente le necessità delle persone: si inizia a capire che la vita non è fatta solo di lavoro e che si può vivere benissimo bilanciando uno stipendio leggermente più basso con uno stile di vita migliore. Mettendo le cose sulla bilancia, è ovvio che il lavoro nei locali venga a meno, a meno che non ci sia dietro una passione fortissima. Senza quella, è normale che le persone scelgano l'alternativa, cioè "tanto altro".
Il ruolo dei lavoratori stranieri: In questo scenario, la vera salvezza della ristorazione oggi sono le persone che arrivano da altri Paesi. E non si tratta di un discorso economico (non lo si fa perché guadagnano meno), ma di una questione di mentalità e obiettivi: queste persone vengono qui con il focus preciso di lavorare, perché nella loro scala personale non si è ancora creato quel "passaggio successivo" legato al cambio di priorità tra tempo libero e professionale”
Non staremo qui a dirvi cosa abbiamo mangiato ma quello che vorremmo avervi fatto percepire è la dedizione dietro ad un lavoro, l’attenzione quasi maniacale verso i dettagli e allo stesso modo quella capacità di sorridere e fare stare bene.


