Lo potremmo definire il bello e sfrontato della mixology: che sia bello è sotto gli occhi di tutti, e anche lui lo sa; che sia sfrontato è, forse, l’arma più potente che si porta dietro. Uno che sa giocare con la sua immagine, che la sa ostentare, ma, cosa più importante, che non permette alla sua immagine di mangiarlo vivo. Ci ricorda un po’ Mickey O'Neil in Snatch: un personaggio che ha sempre la battuta pronta, quel fascino innato di chi la mattina si sveglia, si mette un capo a cazzo e sembra già figo (da capire se li studia o gli vengono naturali) e, soprattutto, quell’intelligenza emotiva che ti costringe a volergli bene.

Marco Fedele

FUORI DAGLI SCHEMI

È affascinante sentire qualcuno parlare di appartenenza ad un’azienda come se fosse un legame di sangue, c’è qualcosa di stranamente intrigante in quelle parole perché, parliamoci chiaro, siamo in un’epoca di calciomercato (e non stiamo dicendo che sia sbagliato) e c’è qualcosa di ancora più eccitante del sentirsi raccontare la strada che ha portato all’acquisizione di un brand come Fusetti (per tutti i dettagli ci spiace, ma dovrete sedervi al tavolo di Smile con una birra in mano e ascoltare direttamente lui).

“Nel mio percorso di brand ambassador mi hanno aiutato sempre, soprattutto all’inizio quando ero fragile e inesperto. Non mi sento un numero, mi sento parte dell’azienda, e questa cosa la senti in momenti che ti toccano nel profondo, quando attraversi lutti che non dovresti attraversare. Famiglie che credono in me, sono il solo tecnico quindi mi sentono su mosse di mercato.”

Marco Fedele

CHIAMIAMOLI LIMITI

Ho guardato Billy Elliot tanti anni fa e devo essere onesta che oggi è stato Marco Fedele a collegare un personaggio. Per la prima volta Spaghetty utilizzerà una connessione non sua, ma non possiamo andare contro a tutto ciò. Perché, in tutto per tutto, ci ricorda Billy e ce lo ricorda in quella voglia di essere se stesso, in quella voglia di sbattere sul tavolo la propria personalità, in quella voglia di accettare quelli che la società chiamerebbe limiti. E allora è divertente anche per noi, per una volta, stare a guardare.

“Io sono come Billy Elliot, per me il bar è la danza. Ho sempre voglia di creatività, di stare sempre a 3000, dovrei riposare ma voglio fare, mi piace creare team... non sto mai fermo. Sono partito da Palermo nonostante stessi molto bene lì e sono finito a Roma; sono sbarcato a Civitavecchia allo stabilimento di Molinari come un profugo, vedere quel posto e dopo 12 anni finire lì a lavorare è emozionante.”

SONO UN GRANDE PARAC**O

E diciamocelo chiaramente, lo è sul serio. Però bisogna saperlo fare con intelligenza, perché è un attimo passare da simpatico a pesante; ci vuole un buon equilibrio e quella capacità intrinseca di saper filtrare. Che si piaccia è sotto gli occhi di tutti, che non abbia nessun timore a mostrarsi è evidente, ma anche quando arriva a raccontare lati nascosti della sua persona, anche quando arriva a parlare senza nessun freno di sesso, ti rendi conto che comunque non ti sta raccontando nulla di sé.

“Sono un grande paraculo, Sanna dice “tu sei il frocio di te stesso”. Mi piaccio? Ad alternanza. Io cambio in base al mio stato d’umore, cambio in base ai pensieri che ho nella testa, dipende dalle ore. Mi piace tutto, anche le mie sfaccettature, la permalosità anche se la sto modificando, sono molto più pacifico, sono tranquillo, però sono più zen. Mi piaccio a giorni alterni, cambio look ogni giorno, mi fa sentire a mio agio. Anche a livello sessuale, non ho più limiti...Sei proprio sicuro di non avere limiti? Sto aprendo gli orizzonti su tutto quanto. Cioè nel cibo, io mangerei la qualsiasi, stessa cosa nel vestito, nel sesso. Giorni che mi sotterro e giorni che mi sento un leone.”

CORRIAMO TUTTI A C***O

Corriamo tutti, senza una meta ben precisa, corriamo e non ci prendiamo più del tempo per noi. E ci convinciamo della bugia più grande del nostro secolo: che non abbiamo tempo. Ma un'ora o due alla settimana per dedicarci alla nostra persona ce le abbiamo tutte (fidatevi, se guardaste il report settimanale delle ore che dedicate ai vostri canali social ve ne rendereste conto, ma sappiamo bene che lo sapete). La cosa che più ci preoccupa è che da questa corsa contro il tempo che tutti facciamo, stiamo perdendo di vista i valori veri, stiamo perdendo di vista noi stessi (vi sveliamo un segreto: anche stare una serata sul divano a non fare nulla e a guardare il soffitto è figo). E allora forse questa è già una risposta alla domanda che ci facciamo spesso sul perché la gente non voglia più fare sacrifici. E in questa corsa contro il tempo ci siamo dimenticati cosa vuol dire essere curiosi, ci siamo dimenticati cosa vuol dire leggere un libretto delle istruzioni (perché è più facile andare su GEMINI e farci aiutare), ma soprattutto siamo diventati un po’ tutti troppo uguali.

“Allenarsi 3 volte alla settimana è un impegno per me, ma non posso perdere un’ora con il mio trainer… significa prendersi del tempo per se stesso. Secondo me una percentuale bassa di bartender sta iniziando a prendere un momento di relax... io senza non potrei stare. Siamo tutti arrivati, nessuno si pone domande. Non sappiamo manco come funziona una lavastoviglie e in un bar la usiamo h24. Non c’è rispetto per il lavoro finale da parte della gente, manca intelligenza emotiva, manca educazione e rispetto. Ti danno a volte risposte maleducate e tu ci rimani male, è stancante, capisco perché molti cambiano.”

MARCO FEDELE CERCA MOGLIE

Marco Fedele

Potrebbe essere una provocazione, un titolo fottutamente divertente, ma un fondo di verità c’è. Forse non sta cercando realmente una moglie, ma forse crede ancora in quel legame profondo che si crea fra le persone, in quella voglia di costruire e rispettare. Ed è un passaggio molto bello, ricordatevi che è un paraculo, perché è evidente che lui l’amore lo ha conosciuto realmente, lo ha vissuto con gli occhi di un bambino che guardava i propri genitori amarsi.

“La chiamo MAMMINCHIA. Devo ringraziare Dio perché i miei avrebbero fatto 50 anni di matrimonio, un amore viscerale per noi e per loro. Potevo fare quello che volevo ma dovevi rispettare dei valori. Se ti chiudono troppo fai errori, ma con la fiducia in amore ti senti in dovere di non perderla. Vorrei avere un po’ di serenità, vorrei qualcuno che mi capisse. Io amo far stare bene qualcuno, vorrei poter dare calore a qualcuno. Amo stare da solo, ma vorrei qualcuno che mi facesse rivivere quell’amore che ho conosciuto a casa.”

Uno che la mattina può anche mettersi un capo a cazzo ed essere già figo, sì, ma che sotto la giacca nasconde qualcosa che nemmeno noi siamo riusciti a leggere o che, forse, non abbiamo voluto raccontare. E ci portiamo a casa che è uno che usa la sua immagine per farsi guardare e apprezzare, ma che tiene la parte più viva di sé nascosta dentro. E forse ha solo ragione lui.


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