«Kick, push, kick, push, coast... Just a boy and his board.» Lupe Fiasco – Kick, Push 2006

Volevo skateare, inizia così la conversazione tra Spaghetty Western e Diego Melorio in un giovedì di luglio (si ancora siamo qui a scrivere invece di goderci un lettino a 40 gradi, per ora ci godiamo solo i 40 gradi di Milano)

Diego Melorio
“Entro nel mondo del bar subito dopo il diploma; mi avvicino a lavori che mi permettessero di fare skateboarding. Lavoravo la sera per essere libero di giorno, così potevo skateare tutto il giorno.”

Forse dovremmo ricordarcelo tutti più spesso, le strade migliori spesso non si prendono da un piano ben stabilito ma dalla fame e dalla voglia di seguire un flusso, anche se poi ti porta totalmente verso una strada nuova.

IL LAVAPIATTI

Spesso questa società che noi stessi costruiamo ogni giorno, ci ha convinti che determinati lavori siano eticamente poco validi, che tutti debbano ricoprire fin dall’inizio professioni elitarie come se apprendere le mille sfaccettature di un lavoro fosse vergognoso.

“Mi sono avvicinato all’ospitalità facendo il lavapiatti o qualsiasi altra cosa, ma il mio obiettivo era sempre quello di lavorare solo la sera. Inizio come lavapiatti per circa un anno, poi passo ad aiuto cuoco (impiattavo cose semplici e riscaldavo) e da lì esco in sala: arrivo al contatto con il pubblico dopo due anni di esperienza”.

AL QUANTOBASTA

Non staremo più a raccontarvi come è nato il Quantobasta, conoscete bene la nostra filosofia, i posti si vivono dal vivo, quindi come abbiamo fatto noi vi invitiamo a sedervi con lui del suo locale e a viverne l’essenza.

“Abbiamo pensato che, come per le aziende, per essere leader devi focalizzarti su qualcosa, e allora abbiamo fatto così anche nel bar. Abbiamo progettato il bancone, ma chi ce l'ha realizzato non sapeva come si facessero le postazioni bar (13 anni fa in Italia lo sapevano fare in pochi. All'inizio il falegname diceva che il bancone era sbagliato, ma poi l'ha fatto come dicevamo noi. Ad oggi, quel falegname è leader nei banchi bar su tutto il Salento.”

E allora forse la cazzimma, la visione d’insieme e il voler andare fuori dagli schemi premia, spesso ad emergere non sono quelli che hanno avuto più fortuna ma quelli che hanno deciso di guardare oltre, di non fermarsi e di voler provare (di certo non quelli che si lamentano della propria vita davanti ad uno schermo di un telefono, oggi siamo polemici)

VOLEVAMO CONOSCERE IL MONDO

Diego Melorio

E forse è proprio questo che spinge le persone ad andare oltre la propria comfort zone, questa maledetta curiosità e per chi non lo sapesse la curiosità sana è sinonimo di intelligenza ovviamente non confondetela con il pettegolezzo. E quindi questo desiderio di uscire dalla porta di casa e andare a vedere quello che succede fuori è il vero motore del successo di alcuni (non confondetelo con guardare un reel su instagram, quello non è conoscere un posto e una persona).

“Io e Andrea volevamo conoscere l’industry: noi eravamo nel profondo Sud, mentre si concentrava tutto a Milano. A Roma venivano fatti gli eventi nel teatro Ambra Jovinelli (grandissime cose fatte dal Jerry Thomas, erano numeri importanti).Prima abbiamo provato a conoscere gente su Milano: noi eravamo "quelli di Lecce" e la gente all'inizio si chiedeva cosa ci facessimo lì. Prendevamo il treno notte, arrivavamo a Milano, tornavamo dopo due giorni e riaprivamo il locale. Però abbiamo conosciuto persone e siamo diventati amici dell’industry.”

IL COMPLEANNO DEL QUANTOBASTA

Il compleanno di questo locale è ormai the place to be, e non per la guest che arriva dall’altra parte del mondo (che poi magari arriva sul serio), non per il drink con le palline di ghiaccio fosforescenti, non per la visibilità (che poi mia nonna cosa voleva dire bartender non lo sapeva e forse nemmeno le vostre) ma per il puro divertimento di festeggiare il successo di un gruppo di amici.

“Il compleanno del QuantoBasta è un evento che esce dagli schemi del lavoro per incentrare tutto sul festeggiamento: vogliamo far divertire la gente. Non ci interessava che venisse il VIP x o y, per noi la gente si doveva divertire e basta. L’anno scorso non abbiamo festeggiato per ovvi motivi, quest’anno non lo sappiamo. I nostri 10 anni sono stati epici: 1300 entrate e un consumo altissimo di drink.”

LE CLASSIFICHE PIACCIONO A TUTTI

Chiunque le disprezzi, chiunque si erga a paladino di giustizia in questo mondo, chiunque si senta in giudicare chi è dentro e chi è fuori, nel 90% delle volte vorrebbe essere in cima a quelle classifiche. Perché la verità è che tutti vogliono essere riconosciuti ed acclamati (e non è poi così sbagliato) quindi forse è solo questione di fare il proprio lavoro con dedizione e professionalità ammettendo a se stessi che la visibilità piace a tutti.

“Le classifiche non sono negative, ma il bar deve essere vissuto e visto come un bar. Se il bar è pieno, la gente si diverte. La classifica ti può dare un hype su quello che fai e puoi avere un appeal maggiore rispetto a certe cose, ma se poi il tuo bar è vuoto, significa che non ti piace l’hospitality. Tutti snobbano le classifiche, ma una volta entrati non vogliono più uscirne. Ti piacerebbe entrare in classifica? Sì, perché penso che ripaghi il lavoro dei ragazzi e dia loro visibilità, a prescindere dall’ego personale.”

I GIOVANI NON HANNO PIÙ VOGLIA DI FARE UN C***O

La domanda che spesso salta fuori nelle conversazioni che facciamo con tutti gli amici di Spaghetty è spesso questa “ I GIOVANI NON HANNO PIÙ VOGLIA DI FARE UN C***O?Secondo noi di Spaghetty la risposta è ampia e ha mille sfaccettature ma una cosa possiamo dirla alcuni di loro hanno capito che la vita personale ha più importanza e valore di essere un numero all’interno di una società.

“Dipende sempre da come sono le persone. Noi abbiamo due ragazzi fighissimi, sono giovanissimi e hanno 18 anni. La nostra punta di diamante è Elia, che ha solo 23 anni.Penso ci sia una via di mezzo in tutto: bisogna vedere come è stato visto il mondo del bar, capire cosa funziona e cosa no. Bisogna essere onesti, perché se finisci la scuola, e lavori 11-15 ore al giorno, diventa un casino. Forse non possiamo capire benissimo i giovani, anche mio padre non capiva me, ma è una questione generazionale”

AMO CONDIVIDERE IL TEMPO CON LE PERSONE

Crediamo che questa frase racchiuda pienamente l’essere di Diego, non sappiamo se abbiamo capito appieno Diego o forse non vogliamo dirvelo, sappiamo però che abbiamo vissuto un momento con una persona che ancora oggi parla del suo lavoro con gli occhi pieni di amore e soprattutto che ancora ama sedersi al bancone e vivere le persone.

“Il mondo dello skate mi appartiene ancora: ogni tanto vado a spingere anche ora. A prescindere da questo, ho girato tanto grazie allo skate e mi piaceva tantissimo. La dinamica delle guest nel bar la vedo molto simile alla guest boarding: tutte le community lavorano allo stesso modo. Oltre a questo, mi piace girare in bici e mi piace la moto.Amo condividere il tempo con le persone. Amo il bar oggi come se fosse ieri, con un atteggiamento diverso, ma penso sia uno dei posti più magici che esistano: incontri chiunque senza sapere chi sia realmente. Ti spogli della tua vita reale. E se all'inizio cercavo il tempo libero per lo skateboarding, oggi sono semplicemente Diego del QuantoBasta.”



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