Meno Selfie, Più Ghiaccio! Tuonava un po’ così un nostro articolo provocazione sul mondo social e sulle conseguenze che a menti poco preparate potesse creare. Perché, parliamoci chiaro, il problema non è il mezzo ma come lo usiamo e, soprattutto, la carenza di preparazione e contenuto. Quindi abbiamo deciso di parlare con qualcuno che di questo mondo ha fatto il suo lavoro e che, forse, qualche "stronzata strutturata" può consigliarcela.

Gio Russo

Il telefono come secondo braccio (o forse primo)

Gio Russo, il live content, colui che ha trasformato il telefono in un secondo braccio. Mentre lui parla, tu lo ascolti provando a capire a cosa cazzo si riferisca, e mentre tu sei sei ancora li a decifrare le sue parole lui è già dall’altra parte della stanza a filmare chissà cosa; e nel momento stesso in cui tu ti avvicini, lui sta già costruendo un video con una delle mille app che questo mondo ci riserva. Lo fa con una leggerezza disarmante: mentre tutti si rifugiano in un linguaggio super tecnico, lui rende facile qualcosa che non lo è.

"Ma no dai, molto easy. È importante giocare, analizzare, a volte distruggere, sistemare e ricostruire. Quando insegno, il mio obiettivo è far capire a ogni essere umano che ogni essere umano è davvero un regista, perché hai uno smartphone che ti permette di avere all’interno un palco, una telecamera e un canale. Il punto di vista di ogni persona è essenziale. Ricordiamoci che facciamo comunicazione, quindi possiamo divertirci, ma come mi dice da una vita mia madre: divertiti in modo professionale. Credo che le persone oggi mollino al primo risultato ottenuto. Creare una storia tramite video significa spezzare il messaggio e dividerlo in inquadrature: ogni inquadratura dice qualcosa, la somma di queste diventa una sequenza in grado di trasmettere il tuo messaggio."

Gio Russo

L’illusione moderna

Il bene e il male di una società così veloce è che spesso ci convinciamo di poter apprendere velocemente e senza impegno competenze che, forse, un minimo di lavoro richiedono (vi stiamo provocando). Ma forse la verità sta nel mezzo, perché puoi anche essere un fuoriclasse a fare un video, ma se poi non conosci la PVT (andatela a cercare), allora qualche dubbio è giusto che sorga.

Gio Russo

“Perché il paradosso? Si chiama evoluzione. Le professioni si devono evolvere, la natura e la tecnologia devono fare il proprio corso. È cool ed è anche ok che ognuno sembri un fuoriclasse a fare i video."Guarda me: io mi sento da cinque e mezzo a fare i video, ma magari per te sono da dieci. E magari tu vedendomi gridi al talento, mentre quando io mi guardo attraverso lo smartphone cerco la facilitazione tecnologica. Un professionista sicuro non si può giudicare da un video: metti che gli hanno investito la nonna, avrebbe tutto il diritto di fare un video di merda. Capisco se uno è forte oppure no dai libri di marketing che ha letto. Sarò brutale: se dici di fare marketing e non sai cos’è HOEPLI, sei un coglione. Ma puoi migliorare: studiati tutti i libri della casa editrice Hoepli sul marketing."

Il pregiudizio dietro la schiavitù

Mentre il mondo e anche noi, spesso ci lamentiamo dei social, Gio Russo ha fatto di questo mondo una macchina da guerra; la sua è la vera scelta di chi ha trovato nel lavoro il vero piacere. E se una parte di noi resta convinta che un content creator sia costantemente schiavo del proprio lavoro, o a volte vittima e carnefice, Gio ha ribaltato la frittata. E chi siamo noi per contraddirlo? Rimaniamo con il dubbio, ma diamo fede alle sue parole, perché forse, a differenza di molti altri, lui questo lavoro lo fa (e lo vive) tutti i giorni.

Gio Russo

"Ma sarà faticoso per te! Perché deve essere tutto faticoso sempre?! Io sono fortunato, il mio passatempo coincide con il mio lavoro. Io mi diverto. Amo Internet: ascoltare storie, tradurle in inquadrature, metterci una musica ed editare il video. A me piace fare questo. Se sei un live content creator, la tua batteria non dovrà mai scendere sotto al 10%. Posso smontare la realtà anche senza Internet, si chiama fantasia o immaginazione, ma comunque mi rompo il cazzo senza Internet. In questo periodo della mia vita mi piace vivere dentro Internet. Se mi invitate a fare un'esperienza in campagna senza Internet, non vengo: avete sbagliato target. Ho tante passioni: mi piace scrivere, la musica, le foto, leggere i libri... ma senza Internet resta un uomo seduto sul divano che si lamenterà perché magari era il mio unico giorno libero. Senza Internet non avrei nemmeno le dating app a disposizione... vabbè, chill."


Marketing is too important to be left to the marketing department. David Packard



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